Undici persone intossicate dal monossido di carbonio, tra cui sette bambini, in due distinti episodi avvenuti nel giro di poche ore nella Marca trevigiana. Due famiglie sono rimaste coinvolte tra la serata di martedì 27 e la notte di mercoledì 28 ottobre, rispettivamente a Follina e Loria. In entrambi i casi, secondo le prime ricostruzioni dei Vigili del Fuoco, a provocare la fuoriuscita del gas sarebbero stati dei bracieri utilizzati all’interno delle abitazioni. Dieci persone sono state trasportate in ospedale per accertamenti e cure, mentre per l’undicesima non è stato comunicato il ricovero.
Monossido di carbonio a Follina, cinque persone coinvolte
Il primo allarme è scattato martedì 27 ottobre alle 19.45, quando i Vigili del Fuoco sono intervenuti a Follina per un’intossicazione da monossido di carbonio che ha interessato una famiglia composta da marito, moglie e tre figli minorenni.
Secondo le prime informazioni, il gas sarebbe stato prodotto da un braciere utilizzato per cucinare.
Sul posto è arrivata una squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Conegliano, che ha provveduto alla messa in sicurezza dell’area e alla verifica strumentale degli ambienti.
Sono intervenuti anche i sanitari del SUEM 118 per prestare assistenza ai cinque componenti della famiglia.
La donna e i tre figli minorenni sono stati trasportati in ospedale per accertamenti. Il comunicato dei Vigili del Fuoco non riferisce invece di un trasferimento ospedaliero del marito.
Non sono state diffuse informazioni sulle condizioni cliniche delle persone coinvolte.
Loria, sei intossicati nella notte: quattro sono bambini
A distanza di poche ore, un secondo episodio si è verificato a Loria, dove i Vigili del Fuoco sono intervenuti durante la notte tra martedì e mercoledì.
L’intossicazione ha interessato un appartamento all’interno di una palazzina composta da quattro unità abitative.
Nell’alloggio si trovava una famiglia di sei persone, due adulti e quattro bambini, che avrebbe respirato il monossido di carbonio prodotto da un braciere acceso per riscaldarsi.
A differenza di quanto avvenuto a Follina, in questo caso il dispositivo sarebbe stato utilizzato per riscaldare gli ambienti domestici.
Sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Castelfranco Veneto e Asolo, insieme ai Carabinieri e al personale sanitario del SUEM 118.
I sei componenti della famiglia sono stati presi in carico dai soccorritori e trasportati tutti in ospedale.
Anche in questo caso non sono state rese note le condizioni dei pazienti.
Due famiglie coinvolte, dieci persone trasportate in ospedale
Il bilancio complessivo dei due interventi è di undici persone coinvolte, appartenenti a due nuclei familiari.
A Follina sono rimasti coinvolti due adulti e tre minorenni, mentre a Loria l’intossicazione ha interessato due adulti e quattro bambini.
In totale, quindi, sette minorenni e quattro adulti hanno respirato il gas.
Le persone trasportate in ospedale sono dieci: quattro a Follina e sei a Loria.
In entrambi gli episodi, l’origine dell’intossicazione sarebbe riconducibile all’utilizzo di bracieri in ambienti domestici, anche se con finalità differenti.
La vicinanza temporale dei due interventi richiama l’attenzione sui pericoli legati alla combustione in locali chiusi o insufficientemente ventilati.
Monossido di carbonio, perché è così pericoloso
Il monossido di carbonio è un gas particolarmente insidioso perché non può essere riconosciuto attraverso i sensi.
«Il monossido di carbonio è un gas inodore, insapore e incolore. Sono queste caratteristiche a renderlo pericoloso», ricordano i Vigili del Fuoco di Treviso.
La sostanza si sviluppa durante processi di combustione incompleta e può accumularsi negli ambienti domestici quando non è garantita un’adeguata evacuazione dei fumi.
I sintomi dell’intossicazione possono comprendere mal di testa, nausea, vertigini, debolezza e confusione. Nei casi più gravi possono verificarsi perdita di coscienza e conseguenze potenzialmente mortali.
Il rischio è particolarmente elevato perché chi si trova all’interno dell’abitazione potrebbe non accorgersi della presenza del gas.
L’appello dei Vigili del Fuoco: attenzione ai bracieri in casa
Dopo i due episodi, i Vigili del Fuoco hanno diffuso un messaggio di prevenzione, sottolineando l’importanza del ricambio d’aria.
«Una presa d’aria o una finestra leggermente aperta possono salvarci la vita», evidenziano i soccorritori.
Tuttavia, la sola apertura di una finestra non rende sicuro l’impiego di un braciere all’interno di un’abitazione.
Bracieri, barbecue e altri dispositivi a carbone o carbonella non devono essere utilizzati in locali chiusi, neppure per brevi periodi o con una finestra socchiusa.
In presenza di una sospetta intossicazione è necessario uscire immediatamente all’aria aperta, non rientrare nell’ambiente contaminato e chiamare il numero unico di emergenza 112.
I casi di Follina e Loria, verificatisi nell’arco di una sola notte, rappresentano un richiamo alla massima prudenza nell’utilizzo di sistemi di combustione, soprattutto con l’arrivo dei primi freddi.
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