Domani il Venezia FC fa il suo esordio in campionato a Napoli con molti giocatori della rosa assenti.
“A parte gli squalificati Modolo, Aramu, Mazzocchi e Vacca – ha detto nella consueta conferenza stampa di presentazione mister Zanetti – non ci saranno Okereke (per mancanza del visto), Crnigoj e Busio. Comunque Mazzocchi ha anche un problema al polpaccio e quindi non sarebbe stato della partita”.
Dopo la promozione, la compagine lagunare può sfruttare ancora la relativa aria di entusiasmo.
“Abbiamo belle sensazioni, abbiamo lottato tanto per raggiungere questo sogno, che ora si è concretizzato. Siamo arrivati qui perché ce lo meritiamo e nessuno ci ha regalato niente. Ci misureremo con un campionato difficile e grandi campioni, dovremo velocemente capire le dinamiche tecniche e psicologiche perché per tutti o gran parte si tratta di una situazione nuova”.
Ritornando al discorso della condizione della squadra, “Crnigoj ha un piccolo stiramento e credo che per la prossima gara, al massimo due lo recupereremo. Maenpaa rientra. Altro allenamento domani in cui decideremo se farlo giocare dal primo minuto. Comunque l’ho visto sciolto, fiducioso che parta dall’inizio al 99 per cento. Se Maenpaa non ce la dovesse fare, giocherebbe Lezzerini”.
Il Venezia FC potrebbe giocare contro il Napoli con una difesa a tre?
“I tre centrali sono certamente il nostro punto di forza, ma per la partita di domani, avendo gli avversari due esterni larghi, probabilmente sceglierò la difesa a quattro. Potrebbe essere una soluzione da adottare più in là per avere maggiore fisicità, visto che dovremo affrontare squadre che hanno molta qualità tecnica. Proprio su questo punto siamo intervenuti sul mercato”.
“Il nostro obiettivo – ha detto Zanettial di là del risultato, deve essere quello di tornare a casa con qualcosa dentro: la consapevolezza di essere cresciuti e avere rubato qualcosa a chi è più forte, e fare l’impresa di essere diventati squadra, per arrivare a giocare partite che veramente contano per noi ad avere una identità forte; i ragazzi, in gran parte, sono nuovi e hanno bisogno di amalgamarsi. Inoltre in questo momento mi interessa recuperare tempo, e lavorare per il futuro, con la consapevolezza di potercela giocare con tutti”.
Per strappare punti al Napoli che cosa ci vorrà?
“La fase difensiva nostra dovrà essere perfetta, ma non mi riferisco solo ai difensori ma a tutto il blocco squadra. Anche perché il Napoli dovrà vincere e convincere, quindi probabilmente si scoprirà. Pertanto dovremo fare in modo che anche loro si preoccupino di noi”.
Come si presenterà il Venezia al Diego Armando Maradona?
“Sono convinto che oggi non saremo per forza di cose gli stessi che saranno in campo domani, ma cambieremo pelle: abbiamo preso giocatori importanti, quindi il Venezia avrà una faccia diversa. E questo è l’obiettivo che ci siamo posti”.
Ma per la difesa quali potrebbero essere i punti fermi?
“Molinaro ha sempre dimostrato che c’è nelle gare importanti, quindi è un’opzione. Ceccaroni terzino? In questi momenti spostarlo lì potrebbe metterlo in difficoltà, perché metterlo terzino contorno Politano è un rischio. Scnegg potrei sceglierlo perché è veloce e Molinaro per la sua esperienza”.
E Sigurdsson?
“Non è ancora pronto, ma ha alzato i ritmi di gioco in settimana. Ora inizio a capire che ha capacità, di base, di alto livello, se ha segnato un goal al Real Madrid, ma bisogna dargli tempo”.
Che cosa si porterà dell’anno scorso?
“Il Venezia deve portarsi dietro la mentalità. Io tutti i giorni batto su questo tasto: se ragioniamo per non prenderle, non faremo molta strada. Se l’anno scorso usavo il novanta per cento del tempo per il possesso palla ed il restante dieci per cento per la fase di non possesso, quest’anno le cose si sono parificate. Tuttavia, a costo di perdere qualche partita, non voglio lasciare questa mentalità, perché per vincere bisogna proporre ed avere un’idea di gioco”.
Quanti sarete in partenza per Napoli?
“Andiamo via in 21, compresi Agazzi, Karlsson e il terzo portiere”.
Che squadra si aspetta di vedere?
“Mi aspetto di vedere una squadra senza paura, che si diverta e che inizi a sentirsi all’altezza, quinti adeguata al livello dove siamo arrivati. Noi ancora non ce ne rendiamo conto, di dove siamo, ma non voglio vedere timori reverenziali ed ansia, ma invece i miei ragazzi dovranno esprimere il massimo sul campo. È questo che chiedo a loro”.