Siccità: temperature record nelle lagune tra Polesine e Chioggia
Siccità sempre più preoccupante in Veneto, dove gli effetti della mancanza di piogge stanno mettendo in ginocchio gli ecosistemi lagunari e il comparto agricolo. Il caldo estremo stanno provocando conseguenze sempre più evidenti negli ambienti lagunari del Polesine e nella zona di Chioggia, con ripercussioni dirette sulla pesca, sull’acquacoltura e sulle coltivazioni agricole.
L’allarme arriva da Coldiretti Pesca Veneto, che segnala un progressivo peggioramento della situazione tra i comuni di Rosolina e Porto Tolle e nell’area di Sacca Toro, in provincia di Venezia. In queste zone la temperatura dell’acqua ha raggiunto i 32 gradi, un valore eccezionale destinato, secondo le previsioni, ad aumentare ulteriormente nei prossimi giorni.
Siccità e lagune: l’aumento delle temperature mette a rischio l’ecosistema
Da settimane gli operatori dell’acquacoltura denunciano condizioni sempre più critiche all’interno del sistema lagunare. La sofferenza coinvolge tutte le specie che popolano questi ambienti naturali e si aggiunge alle numerose difficoltà che il settore ha dovuto affrontare negli ultimi anni.
Come spiega Alessandro Faccioli di Coldiretti, le aree maggiormente colpite presentano una caratteristica comune: il progressivo interramento, che limita il ricambio dell’acqua. La conseguenza è un aumento costante della temperatura, accompagnato da una proliferazione anomala delle macroalghe.
Quando queste si depositano sul fondale determinano fenomeni di anossia, riducendo drasticamente la presenza di ossigeno e provocando la perdita delle forme di vita presenti nelle lagune. Per questo Coldiretti ribadisce la necessità di interventi di vivificazione, considerati indispensabili per favorire la ripresa della molluschicoltura, già fortemente compromessa dalla calamità provocata dal granchio blu.
Pesca e acquacoltura in difficoltà per il surriscaldamento delle acque
Gli effetti dell’innalzamento delle temperature non riguardano soltanto i molluschi, ma interessano anche il pesce azzurro e l’intera filiera produttiva.
L’acqua più calda contiene infatti meno ossigeno, altera la produzione del plancton di cui si alimentano sardine e acciughe e compromette la sopravvivenza delle larve durante la fase riproduttiva. Le conseguenze si estendono anche alle specie utilizzate per la produzione dei mangimi destinati agli allevamenti ittici.
Questa situazione determina una crescita più lenta delle specie allevate, una diminuzione dell’abbondanza delle popolazioni ittiche e uno spostamento degli stock, con ricadute dirette sulla produttività della pesca.
Secondo Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca, il comparto sta vivendo una fase estremamente delicata. Dopo aver affrontato la crisi energetica, l’aumento dei costi produttivi e gli effetti del cambiamento climatico, le imprese devono ora sostenere anche l’incremento dei costi legati alla principale voce di spesa degli allevamenti, aggravando ulteriormente la situazione economica di un settore strategico per la produzione ittica nazionale.
Raccolti a rischio: mais, soia, ortaggi e frutta soffrono la mancanza d’acqua
La siccità non colpisce soltanto le lagune. Anche il comparto agricolo sta facendo i conti con una prolungata assenza di precipitazioni e con temperature elevate che stanno mettendo sotto forte stress le colture estive e quelle destinate alla stagione autunnale.
Mais, soia, ortaggi, frutta, vigneti e foraggi stanno risentendo della scarsità d’acqua. Nelle aree del litorale, in particolare tra Caorle e San Michele al Tagliamento, il mais rischia addirittura l’azzeramento del raccolto.
A Portogruaro gli agricoltori denunciano inoltre l’impossibilità di irrigare a causa della risalita del cuneo salino nel fiume Livenza, che rende l’acqua salata e quindi dannosa per le colture.
Anche gli orticoltori esprimono forte preoccupazione. Le coltivazioni stanno ancora resistendo, ma l’imminente fase dei trapianti delle produzioni invernali, come radicchi e cavoli, richiederà una disponibilità idrica che oggi appare sempre più incerta. Una situazione che interessa l’isola di Sant’Erasmo ma anche numerose altre aree del litorale veneto.
Il caldo sta inoltre accelerando la maturazione della frutta. Alcuni produttori segnalano una contemporanea maturazione di diverse varietà di prugne, un fenomeno mai osservato in precedenza e attribuito proprio alle temperature eccezionalmente elevate.
Servono interventi per affrontare la siccità
Secondo la presidente di Coldiretti Venezia, Tiziana Favaretto, il quadro è particolarmente complesso. Oltre agli effetti di un clima sempre più tropicalizzato, gli agricoltori devono affrontare l’aumento dei costi dell’energia, dell’irrigazione e la crescente pressione sulle risorse idriche.
Per questo Coldiretti chiede di affrontare il problema con investimenti mirati, puntando anche sulla ricerca, sulle colture a basso consumo idrico, sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) e sull’agricoltura di precisione.
La siccità rappresenta oggi una delle principali emergenze per il Veneto, con effetti che coinvolgono contemporaneamente lagune, pesca, acquacoltura e agricoltura. Un fenomeno che continua ad aggravarsi e che richiede interventi concreti per tutelare ambiente, produzioni e imprese del territorio.















