
Nella mattinata odierna i poliziotti della Squadra Mobile di Treviso, nell’ambito di un’attività
d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica e denominata “Tesori d’Oriente”,
hanno eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere ed una degli arresti domiciliari
nei confronti di soggetti di nazionalità cinese ed italiana, accusati di associazione a
delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro ed al suo trasferimento fraudolento all’estero.
Nel corso della complessa attività di indagine, svolta tra novembre 2024 e aprile 2025, la
Polizia di Stato ha raccolto importanti elementi investigativi sull’esistenza di
un’associazione a delinquere i cui vertici, tutti di nazionalità cinese, erano impegnati nella
raccolta di denaro contante consegnato da connazionali titolari sia di attività illecite, come
alcuni centri massaggi all’interno dei quali veniva sfruttata o favorita la prostituzione, sia di
attività lecite, come ristoranti, bar e negozi di abbigliamento ed oggettistica.
Il gruppo criminale, nello specifico, era composto da cinque soggetti di nazionalità cinese,
titolari di alcuni negozi, bar e sale slot, di età compresa tra i 45 e i 60, e da tre imprenditori
italiani di 36, 62 e 66 anni, attivi principalmente nel settore del recupero e smaltimento dei
materiali ferrosi.
Il denaro raccolto dal gruppo, previo trattenimento di una percentuale variabile, veniva
successivamente trasferito all’estero, prevalentemente su conti correnti cinesi, grazie
all’opera degli imprenditori di nazionalità italiana, che sfruttavano i loro contatti con realtà
imprenditoriali del nord Italia per favorire il trasferimento del denaro, tramite transazioni
finanziarie fraudolente.
La raccolta del denaro da parte degli indagati, operanti principalmente tra le province di
Treviso e Padova, dove era presente anche una vera e propria base logistica al cui interno
era stato ricavato un vano nascosto nel pavimento – utilizzato per nascondere il denaro
contante – è risultata estesa anche ad altre province del Veneto e ad alcune del Friuli
Venezia Giulia, oltre che ad alcune zone dell’Emilia Romagna.
Nel corso dell’esecuzione delle misure e delle perquisizioni delegate, avvenute nelle
province di Treviso, Padova, Vicenza e Bologna, sono stati sequestrati ulteriori elementi
probatori, con l’acquisizione del contenuto degli smartphone in uso al gruppo,
un’autovettura dotata di doppiofondo per l’occultamento del denaro e diverse decine di
migliaia di euro in contanti.
Le odierne attività sono state svolte con il supporto di personale delle Squadre Mobili delle
province interessate, del Reparto Prevenzione Crimine “Veneto” della Polizia di Stato e di
unità cinofile della Guardia di Finanza specializzate nella ricerca di denaro contante.














