Carabinieri di Chioggia
Carabinieri di Chioggia

Su delega della Procura della Repubblica di Venezia, nella giornata del 12 settembre scorso, a Chioggia, i Carabinieri della locale Compagnia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Venezia, nei confronti di un 24enne italiano, del luogo, presunto responsabile del reato di “tentato omicidio”.
Nello specifico, il 1° settembre scorso, a Sottomarina, il giovane, dopo aver casualmente incontrato sulla pubblica via, poco prima delle ore 23:00, una turista tedesca a spasso con il proprio cane – giunta nella località balneare nello stesso pomeriggio unitamente al compagno ed al figlio tredicenne di quest’ultimo – si è imprevedibilmente scagliato contro di lei, colpendola con un coltello alla testa ed al collo e alla schiena persistendo nella sua inspiegabile e violenta azione criminosa anche quando la vittima era caduta a terra nel tentativo di difendersi.
Il provvidenziale intervento di alcuni passanti, allertati dalle urla della persona offesa, ha scongiurato il tragico epilogo inducendo l’aggressore a fuggire a piedi.
La giovane turista tedesca, dopo essere stata soccorsa sul posto dai sanitari tempestivamente intervenuti, veniva trasportata presso l’Ospedale di Chioggia e ricoverata con prognosi riservata, non in pericolo di vita, a causa delle 16 coltellate subite.
L’immediata indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Venezia e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Chioggia – con metodi tradizionali raccogliendo le dichiarazioni di alcune persone che hanno assistito al fatto-reato e analizzando numerosi filmati dei vari sistemi di videosorveglianza attivi nei luoghi di interesse – ha consentito di raccogliere, in tempi brevi, gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato, nell’abitazione del quale è stato rinvenuto, a seguito di perquisizione, il casco indossato dallo stesso al momento dell’aggressione.
La donna, dopo alcuni giorni di degenza in ospedale, il 5 settembre scorso è stata trasferita presso una struttura sanitaria del Paese d’origine.
Il procedimento penale non risulta concluso e la colpevolezza del soggetto dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.