Zaia, “Chiediamo ai veneti se preferiscono essere curati da Roma?”

Zaia, “Chiediamo ai veneti se preferiscono essere curati da Roma?”

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Durante la consueta conferenza stampa giornaliera, Luca Zaia ha detto che nell’ultima videoconferenza con il Primo ministro, Giuseppe Conte, gli è stato detto che non è obiettivo del Governo mettere in discussione le deleghe sulla sanità. “Se c’è una regione che fa male, gli si deve dire di guardare chi fa meglio. Poi credo che chi ha messo in dubbio il sistema attuale si stia muovendo come un elefante in una cristalleria. Già nel 2017 abbiamo fatto un referendum, se vogliono ne faremo un altro chiedendo se i cittadini veneti preferiscono essere curati dalla Regione o da Roma”.

I numeri - In apertura dell’incontro con la stampa il Governatore ha riepilogato con i numeri la situazione dell’epidemia in Veneto. Vi sono 20.058 persone in isolamento, 10.824 positivi, 1.918 ricoverati, di cui 324 in terapia intensiva. Il numero di tamponi fatti in regione sono 133.289, ma è una cifra in continua evoluzione, visto che sono molti quelli che si stanno analizzando. Infine, il numero di decessi in ospedale è 563, 1.121 dimessi e, infine, il dato dei nati: 95.

Riapertura - “I dati di google ci stanno dicendo che i veneti si stanno comportando molto bene. Si sta facendo un lavoro straordinario. Ora possiamo dire che si sta avendo un rallentamento, ma dobbiamo continuare così. Non possiamo dire quando ci sarà la riapertura, perché questa è una cosa che deve essere decisa dalla comunità scientifica. Stesso discorso vele per i test sierologici, ci devono dire se possono essere considerati o no una patente che permette il libero movimento. Noi come Veneto sul discorso riapertura delle aziende abbiamo in mente un piano che presenteremo al Governo che, lo sottolineo, è l'unico che può decidere in materia”.

Circolare – “Dovremo dare ulteriori chiarimenti su quello che è stato scritto nella nostra Ordinanza valida da oggi sino al 13 aprile. Prima di tutto sul lavoro dei vivaisti, dei fioristi. Ribadiamo che ci può essere la vendita con consegna a casa, ma non direttamente in negozio. I fiori, le piante possono essere vendute ai supermercati. Tabacchi e altre attività aperte per legge potranno vendere cancelleria. Chiariremo anche che per noi non solo Pasqua ma anche Pasquetta deve restare tutto chiuso”.

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