Venezia, rivolta nel carcere di Santa Maria Maggiore

Venezia, rivolta nel carcere di Santa Maria Maggiore

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Ore di tensione nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia. Un gruppo di detenuti di un padiglione, da giorni in protesta, nella mattinata avrebbe inasprito i toni appiccando  un incendio al pianterreno e provocando altri danni nell’edificio. Sul posto sono giunte le Forze dell’Ordine le quali, insieme alla Polizia Penitenziaria, stanno circondando il carcere per cercare di contenere i danni ed evitare eventuali tentativi di evasione. Inoltre l’area di Piazzale Roma è stata bloccata e chiusa alla circolazione.
Le proteste, oltre che per le condizioni di vita e di sovraffollamento delle celle, sarebbero dovute - come sta accadendo in altre carceri lungo la penisola - ai timori per possibili contagi da Coronavirus e al fatto che, per arginare i rischi della diffusione del COVID-19, il Governo ha stabilito, con decreto, la sospensione dei colloqui dei detenuti, con i familiari, all’interno delle carcieri, sostituendoli con videochiamate e telefonate.

Aggiornamento ore 17: Nel pomeriggio, dopo la chiusura al traffico di Piazzale Roma, blindato da un doppio cordone di sicurezza delle Forze dell’Ordine, e l’arrivo anche di un elicottero per sorvolare la zona, la situazione di emergenza sta man mano rientrando, come ha spiegato la Questura di Venezia, le misure di sicurezza stanno rientrando e sta per riprendere, a Piazzale Roma e sul Ponte della Libertà, il normale flusso del traffico.

(Articolo in aggiornamento)

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