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Vino italiano, la visione di Oscar Farinetti per i prossimi 15 anni

Vino e innovazione saranno elementi decisivi per il futuro dell’Italia. Ne è convinto Oscar Farinetti, imprenditore, scrittore e proprietario di importanti realtà vitivinicole, che durante un incontro dedicato al settore a Treviso presso la Fondazione Benetton ha ribadito una visione fortemente ottimista sulle prospettive del Paese.

Per Farinetti, il vino rappresenta una delle eccellenze più significative del patrimonio italiano e uno dei simboli della capacità produttiva nazionale. L’imprenditore guarda ai prossimi quindici anni con fiducia, sostenendo che l’Italia possieda tutte le caratteristiche per diventare un grande protagonista nello scenario internazionale grazie alle sue risorse culturali, naturali e agricole.

Secondo la sua analisi, la Penisola può contare su una straordinaria varietà di ricchezze, dall’arte al paesaggio, passando per un patrimonio agricolo unico. Tra gli elementi distintivi emerge la presenza di circa 1.200 vitigni autoctoni, un dato che evidenzia la biodiversità italiana e che rappresenta un vantaggio competitivo rispetto ad altri grandi produttori mondiali.

La sfida del vino biologico e della sostenibilità

Per mantenere la leadership nel settore, però, sarà necessario intervenire rapidamente. Farinetti ritiene che la competizione internazionale sia destinata a diventare sempre più intensa e che il comparto debba evolversi per rispondere alle nuove esigenze del mercato.

Tra le priorità individuate dall’imprenditore c’è la crescita della produzione biologica. L’obiettivo è utilizzare le migliori innovazioni disponibili per sviluppare un’agricoltura sempre più orientata al biologico e alla sostenibilità. Parallelamente, sarà fondamentale valorizzare il lavoro nelle campagne e continuare a investire sulla qualità del prodotto finale.

Un altro aspetto riguarda le caratteristiche del prodotto stesso. Secondo Farinetti, il mercato richiederà sempre più vini con gradazioni alcoliche contenute, intorno ai 12 gradi, capaci di intercettare le nuove abitudini dei consumatori senza rinunciare alla qualità che ha reso celebre il Made in Italy nel mondo.

Nuova comunicazione per conquistare i giovani

Uno dei temi centrali affrontati durante l’incontro riguarda il rapporto tra i giovani e il consumo di vino. Per le nuove generazioni, osserva Farinetti, questa bevanda viene spesso percepita come un prodotto legato a un pubblico più maturo, mentre cresce l’interesse verso altre tipologie di alcolici.

Per invertire questa tendenza sarà necessario costruire una narrazione differente. Il racconto del settore dovrà diventare più moderno, accessibile e informale, pur mantenendo autorevolezza e credibilità. Anche l’immagine del prodotto dovrà rinnovarsi, accompagnando il cambiamento delle abitudini di consumo e delle aspettative del mercato.

In questa prospettiva, Farinetti individua persino nel tappo a vite una possibile soluzione destinata a diffondersi sempre di più nei prossimi anni, come simbolo di praticità e innovazione.

Competizione globale sempre più forte

L’espansione della produzione vitivinicola in numerose aree del pianeta rappresenta una delle principali sfide per il settore italiano. Oggi vini di qualità vengono prodotti in Paesi come Sudafrica, Australia e in diverse aree del continente americano.

Secondo Farinetti, anche la Cina potrebbe diventare in futuro un protagonista assoluto del mercato, grazie alla capacità di sviluppare produzioni di elevata qualità e su larga scala. Per questo motivo l’Italia dovrà prepararsi a una concorrenza sempre più agguerrita.

La strategia indicata dall’imprenditore è chiara: continuare a puntare sull’eccellenza, sulla capacità di innovare e sulla proposta di novità che possano distinguere il prodotto italiano nel panorama internazionale. Qualità e originalità dovranno restare i principali punti di forza del comparto.

Calano i consumi mondiali di vino

Oltre alla crescente concorrenza, il settore deve fare i conti con un cambiamento culturale che sta influenzando il consumo globale. Sempre più persone considerano l’alcol un elemento potenzialmente dannoso per la salute, una percezione che negli ultimi anni si è rafforzata in maniera significativa.

A questo scenario si aggiunge l’aumento dei prezzi delle bottiglie, cresciuti in misura rilevante rispetto a molti altri prodotti. L’effetto combinato di questi fattori ha avuto conseguenze evidenti sui consumi mondiali.

Farinetti sottolinea infatti come il mercato abbia registrato una contrazione importante negli ultimi anni, passando da circa 250 milioni di ettolitri consumati nel 2019 a 200 milioni nel 2025. Una riduzione significativa che impone nuove riflessioni e nuove strategie per l’intera filiera.

Nonostante le difficoltà, il messaggio dell’imprenditore resta improntato all’ottimismo. Per affrontare il futuro serviranno rapidità d’azione, innovazione e capacità di leggere i cambiamenti del mercato. Solo così il vino italiano potrà continuare a essere uno dei principali ambasciatori dell’eccellenza nazionale nel mondo e mantenere il proprio ruolo centrale nell’economia del Paese.