professioni tecniche transizione digitale previdenza professionale parità di genere

Quasi 500 ingegneri e architetti delle province di Treviso, Venezia e Belluno si sono incontrati oggi 2 novembre a Treviso per discutere del futuro delle professioni tecniche. Al centro del confronto ingegneri e architetti hanno posto due questioni decisive: il progressivo calo del numero di professionisti e la dispersione delle donne dal settore. Temi che coinvolgono non soltanto gli Ordini professionali, ma anche il sistema previdenziale e assistenziale.

L’iniziativa è stata organizzata dagli Ordini degli ingegneri e degli architetti Ppc delle tre province, con il supporto di Inarcassa e Fondazione Inarcassa. L’incontro ha rappresentato un’occasione per analizzare le trasformazioni del mercato professionale e individuare le principali criticità che rischiano di condizionare il ricambio generazionale.

Ingegneri e architetti, il calo dei professionisti preoccupa il settore

Tra le questioni affrontate durante l’appuntamento trevigiano c’è la progressiva diminuzione del numero di professionisti. Un fenomeno che richiede interventi capaci di rendere le professioni tecniche più attrattive, soprattutto per le nuove generazioni.

A sottolineare la necessità di affrontare questa situazione è stato Alessandro Turchetto, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Treviso. Il suo intervento ha posto l’accento sull’importanza di investire sui giovani e accompagnare l’evoluzione delle competenze richieste dal mercato.

«Dobbiamo investire sui giovani e rendere le professioni tecniche capaci di intercettare le nuove competenze e le opportunità offerte dall’innovazione», ha dichiarato Turchetto.

Il presidente ha inoltre individuato nella transizione digitale uno degli strumenti strategici per contrastare la riduzione degli iscritti alla categoria. L’innovazione, infatti, può offrire nuove opportunità di crescita e contribuire a rendere il settore più competitivo.

La sfida riguarda quindi la capacità di intercettare i cambiamenti tecnologici e trasformarli in occasioni concrete per chi vuole intraprendere una carriera nell’ingegneria.

Ingegneri e architetti, il problema della dispersione delle professioniste donne

Accanto al ricambio generazionale, un altro tema emerso durante l’incontro riguarda la permanenza delle donne nelle professioni tecniche. In particolare, il settore dell’architettura registra una situazione che merita attenzione: molte professioniste abbandonano la categoria nel corso della propria carriera.

A evidenziare il problema è stata Elisa Rizzato, presidente dell’Ordine degli architetti Ppc di Treviso. Nel suo intervento ha richiamato un dato significativo: le donne rappresentano oltre il 50% dei laureati in architettura, si abilitano e si iscrivono agli Ordini, ma successivamente si disperdono in misura maggiore rispetto agli uomini.

«Nel nostro Ordine registriamo una maggiore disiscrizione delle professioniste nella fascia tra i 40 e i 50 anni, proprio quando dovrebbero trovarsi all’apice della carriera», ha spiegato Rizzato.

Si tratta di una criticità che riguarda l’intera categoria. La perdita di professionalità femminili, infatti, non incide soltanto sulla composizione degli Ordini, ma coinvolge anche il sistema previdenziale.

Il fenomeno solleva interrogativi sulle condizioni che accompagnano il percorso lavorativo delle donne e sulla capacità del settore di garantire continuità professionale anche nelle fasi più delicate della carriera.

Giovani professionisti, servono tutele e nuove prospettive

Nel suo intervento, Elisa Rizzato ha affrontato anche le difficoltà che incontrano le nuove generazioni. I giovani che si affacciano oggi al mondo dell’architettura devono confrontarsi con un mercato in profonda trasformazione e con aspettative professionali che, secondo la presidente, risultano spesso bloccate.

Per questo motivo, diventa fondamentale individuare indirizzi chiari e rafforzare le tutele. L’obiettivo è permettere ai giovani di costruire un percorso lavorativo stabile, senza rinunciare alle opportunità offerte dall’evoluzione del settore.

La questione si collega direttamente al problema del ricambio generazionale evidenziato dagli ingegneri. Senza condizioni professionali adeguate, infatti, diventa più difficile attrarre nuovi iscritti e garantire continuità alle categorie tecniche.

Previdenza e futuro delle professioni tecniche, il confronto a Treviso

L’incontro del 2 novembre ha quindi riunito diverse questioni che riguardano il futuro degli Ordini professionali. Da una parte, la necessità di contrastare il calo degli iscritti attraverso innovazione, digitalizzazione e investimenti sui giovani. Dall’altra, l’esigenza di affrontare la dispersione delle professioniste donne, soprattutto nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 50 anni.

La partecipazione di quasi 500 ingegneri e architetti di Treviso, Venezia e Belluno testimonia l’attenzione verso temi che coinvolgono direttamente il futuro delle professioni tecniche.

Il confronto ha evidenziato una sfida comune: creare condizioni capaci di sostenere le nuove generazioni, valorizzare le competenze e favorire la permanenza nel settore. Il futuro di ingegneri e architetti passa anche dalla capacità di rispondere a queste criticità, garantendo maggiori opportunità professionali e un sistema previdenziale attento ai cambiamenti della categoria.

Quasi 500 ingegneri e architetti delle province di Treviso, Venezia e Belluno si sono incontrati lunedì 2 novembre 2026 a Treviso per discutere del futuro delle professioni tecniche. Al centro del confronto ingegneri e architetti hanno posto due questioni decisive: il progressivo calo del numero di professionisti e la dispersione delle donne dal settore. Temi che coinvolgono non soltanto gli Ordini professionali, ma anche il sistema previdenziale e assistenziale.

L’iniziativa è stata organizzata dagli Ordini degli ingegneri e degli architetti Ppc delle tre province, con il supporto di Inarcassa e Fondazione Inarcassa. L’incontro ha rappresentato un’occasione per analizzare le trasformazioni del mercato professionale e individuare le principali criticità che rischiano di condizionare il ricambio generazionale.

Ingegneri e architetti, il calo dei professionisti preoccupa il settore

Tra le questioni affrontate durante l’appuntamento trevigiano c’è la progressiva diminuzione del numero di professionisti. Un fenomeno che richiede interventi capaci di rendere le professioni tecniche più attrattive, soprattutto per le nuove generazioni.

A sottolineare la necessità di affrontare questa situazione è stato Alessandro Turchetto, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Treviso. Il suo intervento ha posto l’accento sull’importanza di investire sui giovani e accompagnare l’evoluzione delle competenze richieste dal mercato.

«Dobbiamo investire sui giovani e rendere le professioni tecniche capaci di intercettare le nuove competenze e le opportunità offerte dall’innovazione», ha dichiarato Turchetto.

Il presidente ha inoltre individuato nella transizione digitale uno degli strumenti strategici per contrastare la riduzione degli iscritti alla categoria. L’innovazione, infatti, può offrire nuove opportunità di crescita e contribuire a rendere il settore più competitivo.

La sfida riguarda quindi la capacità di intercettare i cambiamenti tecnologici e trasformarli in occasioni concrete per chi vuole intraprendere una carriera nell’ingegneria.

Architettura, il problema della dispersione delle professioniste donne

Accanto al ricambio generazionale, un altro tema emerso durante l’incontro riguarda la permanenza delle donne nelle professioni tecniche. In particolare, il settore dell’architettura registra una situazione che merita attenzione: molte professioniste abbandonano la categoria nel corso della propria carriera.

A evidenziare il problema è stata Elisa Rizzato, presidente dell’Ordine degli architetti Ppc di Treviso. Nel suo intervento ha richiamato un dato significativo: le donne rappresentano oltre il 50% dei laureati in architettura, si abilitano e si iscrivono agli Ordini, ma successivamente si disperdono in misura maggiore rispetto agli uomini.

«Nel nostro Ordine registriamo una maggiore disiscrizione delle professioniste nella fascia tra i 40 e i 50 anni, proprio quando dovrebbero trovarsi all’apice della carriera», ha spiegato Rizzato.

Si tratta di una criticità che riguarda l’intera categoria. La perdita di professionalità femminili, infatti, non incide soltanto sulla composizione degli Ordini, ma coinvolge anche il sistema previdenziale.

Il fenomeno solleva interrogativi sulle condizioni che accompagnano il percorso lavorativo delle donne e sulla capacità del settore di garantire continuità professionale anche nelle fasi più delicate della carriera.

Giovani professionisti, servono tutele e nuove prospettive

Nel suo intervento, Elisa Rizzato ha affrontato anche le difficoltà che incontrano le nuove generazioni. I giovani che si affacciano oggi al mondo dell’architettura devono confrontarsi con un mercato in profonda trasformazione e con aspettative professionali che, secondo la presidente, risultano spesso bloccate.

Per questo motivo, diventa fondamentale individuare indirizzi chiari e rafforzare le tutele. L’obiettivo è permettere ai giovani di costruire un percorso lavorativo stabile, senza rinunciare alle opportunità offerte dall’evoluzione del settore.

La questione si collega direttamente al problema del ricambio generazionale evidenziato dagli ingegneri. Senza condizioni professionali adeguate, infatti, diventa più difficile attrarre nuovi iscritti e garantire continuità alle categorie tecniche.

Previdenza e futuro delle professioni tecniche, il confronto a Treviso

L’incontro del 2 novembre ha quindi riunito diverse questioni che riguardano il futuro degli Ordini professionali. Da una parte, la necessità di contrastare il calo degli iscritti attraverso innovazione, digitalizzazione e investimenti sui giovani. Dall’altra, l’esigenza di affrontare la dispersione delle professioniste donne, soprattutto nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 50 anni.

La partecipazione di quasi 500 ingegneri e architetti di Treviso, Venezia e Belluno testimonia l’attenzione verso temi che coinvolgono direttamente il futuro delle professioni tecniche.

Il confronto ha evidenziato una sfida comune: creare condizioni capaci di sostenere le nuove generazioni, valorizzare le competenze e favorire la permanenza nel settore. Il futuro di ingegneri e architetti passa anche dalla capacità di rispondere a queste criticità, garantendo maggiori opportunità professionali e un sistema previdenziale attento ai cambiamenti della categoria.