Dimezzati tecnici e medici del lavoro nella Marca

Dimezzati tecnici e medici del lavoro nella Marca

- in Le ultime, Treviso
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Il numero dei medici e dei tecnici del lavoro a disposizione dello Spisal sono calati drasticamente, da otto a quattro, dopo che dal primo gennaio 2017 è avvenuta l'unificazione delle tre Usl trevigiane.

Nella Marca ad inizio anno è aumentato però il numero degli infortuni mortali. Otto sono stati i casi riscontrati. Lo Spisal chiede rinforzi. A chiedere aiuto Giacomo Vendrame e Cinzia Bonan, segretari generali Cgil e Cisl. I tecnici del lavoro preposti per compiere sopralluoghi all'interno delle aziende in questo momento solo soltanto sette. Proprio Giacomo Vendrame aveva sollevato il problema a seguito dei due morti sul lavoro della settimana scorsa dichiarando che i controlli dello Spisal servono e che senza un'adeguata attività di controllo è molto difficile che vengano mantenuti gli standard di sicurezza. Vendrame fa anche appello alle associazioni degli industriali: «Anche queste devono chiedere con forza di ripristinare le figure che mancano». Della stessa materia sono anche le parole del segretario generale Cisl, Cinzia Bonan, la quale ha chiamato in causa Venezia affermando che la competenza della sicurezza è nelle mani della Regione. Vedere meno tecnici della prevenzione girare tra le fabbriche potrebbe scoraggiare gli stessi lavoratori: «Non bisogna mai abbassare la guardia. Il fatto che qualcuno possa aver preso con superficialità certi comportamenti in azienda significa che nella testa dei lavoratori l’attenzione sta calando».

Ora l'Usl bandirà un concorso per assumere almeno un paio di medici. L'azienda sanitaria conferma che mancano uomini preposti al controllo. Nel frattempo, gli effetti di questa carenza nell’ex Usl9 saranno tamponati con il personale di Pieve di Soligo e Asolo.

Giovedì pomeriggio è inoltre previsto un incontro tra sindacati e azienda sanitaria al fine di trovare una soluzione. Al primo posto si affronterà il tema della sicurezza sul lavoro e le carenze nei controlli. Nel contempo il direttore generale dell’Usl 2, Francesco Benazzi, prova a fermare le polemiche cercando di tranquillizzare le forze sociali sostenendo che non siamo ancora in una situazione di emergenza e che lo Spisal è composto da molte figure qualificate e che sono attualmente presenti.

 

 

 

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