La cooperazione sociale rappresenta uno dei pilastri più solidi del welfare veneto. La cooperazione sociale, oggi più che mai, si conferma una realtà strategica capace di sostenere migliaia di famiglie, rafforzare i servizi territoriali e garantire inclusione nelle comunità locali. Sono oltre 400 le cooperative sociali attive in Veneto, con più di 26mila lavoratori impegnati quotidianamente al fianco delle persone più fragili e circa 250mila famiglie raggiunte ogni giorno attraverso servizi di assistenza, supporto e cura.
A sottolineare il valore di questo sistema è Eleonora Mosco, consigliere regionale e vicepresidente del gruppo consiliare Stefani Presidente, intervenuta a margine dell’Assemblea regionale di Confcooperative Federsolidarietà Veneto che si è svolta a Padova. Un appuntamento che ha acceso i riflettori sul ruolo centrale del mondo cooperativo all’interno del sistema sociale e sanitario regionale.
Il ruolo delle istituzioni
Secondo Mosco, i numeri della cooperazione raccontano un Veneto capace di includere, sostenere e non lasciare indietro nessuno. Ma rappresentano anche un richiamo preciso alle istituzioni, chiamate a garantire attenzione concreta verso un comparto che ogni giorno assicura servizi fondamentali ai cittadini.
Nel corso dell’assemblea è stato evidenziato il rapporto sempre più stretto tra il sistema cooperativo e le istituzioni regionali. Un dialogo che punta a costruire risposte efficaci alle nuove esigenze sociali e sanitarie del territorio. Mosco ha ricordato come il presidente Alberto Stefani abbia dimostrato fin dall’inizio della legislatura una particolare sensibilità verso il mondo del sociale e della sanità territoriale, sostenendo una visione orientata al rafforzamento della qualità della vita dei cittadini veneti.
La valorizzazione della cooperazione sociale viene quindi indicata come uno strumento fondamentale per consolidare i servizi locali e garantire maggiore coesione nelle comunità. Un obiettivo che passa anche attraverso il riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente da educatori, operatori sociosanitari e infermieri.
La difficoltà nel reperire personale specializzato
Uno dei temi centrali emersi durante l’Assemblea regionale di Confcooperative Federsolidarietà Veneto riguarda la crescente difficoltà nel reperire figure professionali specializzate. Educatori, operatori sociosanitari e infermieri rappresentano professionalità indispensabili per assicurare continuità ai servizi di assistenza e supporto sul territorio.
La carenza di personale rischia però di mettere sotto pressione il sistema dei servizi territoriali, rendendo necessario un intervento concreto sul fronte della valorizzazione del lavoro di cura. Mosco ha ribadito l’importanza di investire nella tenuta del welfare locale e nella tutela delle professionalità impegnate nel sociale, annunciando l’intenzione di portare questi temi al centro del confronto regionale come componente della Commissione sanità e sociale del Consiglio regionale del Veneto.
Confcooperative e Federsolidarietà Veneto in prima linea
Nel suo intervento, Mosco ha espresso un ringraziamento a Confcooperative e Federsolidarietà Veneto per il lavoro svolto quotidianamente accanto alle persone più fragili e alle loro famiglie. Un riconoscimento particolare è stato rivolto anche al presidente uscente Roberto Baldo, indicato come una figura che ha guidato il settore con competenza, equilibrio e spirito di servizio.
L’attività delle cooperative sociali viene considerata sempre più essenziale per garantire assistenza diffusa, inclusione e supporto alle fasce più vulnerabili della popolazione. Un modello che, secondo quanto emerso durante l’assemblea di Padova, continua a rappresentare un punto di riferimento per il welfare regionale.














