Mister Giovanni Stroppa in Venezia-Catanzaro - foto Marco Sabadin@Vision
Mister Giovanni Stroppa in Venezia-Catanzaro - foto Marco Sabadin@Vision

Queste le dichiarazioni rilasciate da mister Giovanni Stroppa, allenatore del Venezia FC, dopo la vittoria per 3-1 sul Catanzaro.

Mister Stroppa, è stata una partita difficile ed equilibrata nel primo tempo, dominata da voi nel secondo tempo con un 70% di possesso palla da solito Venezia. Ciò detto, Le chiediamo: nella ripresa l’abbiamo vista sghignazzare dopo il rigore procurato da Kike Perez: è segno che le partite sporche si vincono credendoci, anche, in qualsiasi momento?

“Non abbiamo fatto una partita sporca. Mi sembra che la partita sporca l’ha fatta qualcun altro, subito dall’inizio. Siamo andati a riposo sul 1-1, ma anche lì l’abbiamo gestita bene la partita, dove potevamo chiuderla. Il goal del Catanzaro non era regolare, perché il VAR non funzionav, e rivedendo le immagini, il goal non era regolare. Detto questo, la squadra non ha perso l’energia e il secondo tempo è stato stradominato. Quindi, sono contento per i ragazzi perché una partita contro una squadra così forte, in uno scontro diretto, così all’altezza, è veramente tanta soddisfazione”. 

Possiamo dire che sia una vittoria di prepotenza, questa, proprio perché eravate passati sotto, ma avete fatto un grande secondo tempo? Al di là della qualità, i numeri sono impressionanti. 

“La volontà e la mentalità sono queste. La squadra non ha perso l’equilibrio. Ha giocato palla su palla ed è stata veramente devastante perché non ha mai avuto cali. Allo stesso modo, diventa poi difficile perché poi, per fare un certo tipo di partita bisogna essere in due. Nel primo tempo, Il Catanzaro ha cercato di gestire la nostra forza, mentre nel secondo tempo mi sembra che non ci siano dubbi sul risultato acquisito”.

Che cos’ha di speciale la sua squadra?

“Me lo dovete dire voi. Lo avevo detto all’inizio, alla domanda su che cosa vorresti fare, io avevo semplicemente detto, anche se mi sembrava presuntuoso al tempo, dire essere dominante perché non c’è solo la parola “dominante”, ma ci sono idee, qualità tecniche e giocatori. Senza giocatori sicuramente non si esaltano le idee; detto questo, non fatemi andare avanti. E’ inutile stare qua a incensare e fare proclami, perché non ha senso. E’ giusto puntualizzare, è giusto eventualmente celebrare la partita di oggi, senza dimenticare che adesso ci sarà la seconda di campionato. Senza dimenticare, soprattutto, il percorso che è stato fatto sin qui. Io l’ho detto questa mattina durante la preparazione alla partita alla squadra, perché poi devi trovare le parole giuste e continuare a motivare, nonostante c’è stata questa partita scorsa che ci ha visto scavalcare il Monza. Quindi, motivare diventa difficile quando poi sei a questi livelli. Io ho fatto presente il percorso che è stato fatto; il sudore e il sacrificio spesi per arrivare fin qui. Adesso penso sia tutto in mano nostra e penso che sia difficile, forse anche di più. Quindi, bisogna essere belli e concentrati. La mentalità di oggi è la fotografia del Venezia”.

Ci può spiegare meglio il discorso del VAR non funzionante? 

“Non riuscivano a tracciare le linee. C’era un problema tecnico, che ci hanno spiegato, e per questo ci sono stati oltre cinque minuti di attesa”.

Hanno pertanto confermato la versione del campo, per questo motivo?

“Questo mi è stato detto, poi, è chiaro che non sono io al VAR e non ho una forma ufficiale per dire questo. Ne abbiamo parlato negli spogliatoi a fine partita”.

Siete a un punto dalla vetta: quanto La soddisfa questo risultato che avete centrato?

“Fa parte del percorso. Quindi, mi devo guardare dietro, per quello che è stato fatto e come è stato fatto. Per la volontà, la caparbietà, la mentalità e la qualità tecnica che questa squadra sta mostrando. E non è finita, anzi, purtroppo è appena iniziata, quindi non ci si può fermare e anzi: bisogna lavorare come e più di prima”.

Oggi c’era il Catanzaro ma, indipendentemente dall’avversario, c’è stata la solita partita dominante che, a un certo punto, sembrava quasi una partita come quella con l’Avellino, dove non voleva entrare il pallone nonostante le tantissime occasioni. Per cercare il pelo nell’uovo: qual è la sua opinione sull’attacco, sulla prestazione di Adorante e Yeboah? Crede che si poteva fare di più o è soddisfatto?

“Io rispondo in un altro modo. Penso che la fotografia di questa prestazione sia quella della prestazione a Catanzaro. Le metto sullo stesso piatto della bilancia. Che cos’è cambiato? Il risultato finale. Poi, per il resto, abbiamo giocato in un certo modo a Catanzaro così come oggi”.

Un parere sulla prestazione dei singoli: qual è la sua valutazione della partita di Kike Perez, che dopo due partite “normali” ha fatto una partita totalitaria, e quella di Sagrado che oggi veramente sembra che gli sia mancato solo il goal, anche se ci ha provato in più circostanze.

“Per Sagrado, cresce di partita in partita. Ha una qualità fisica sicuramente molto importante e sta portando anche la sua personalità. E’ un ragazzo che è molto timido caratterialmente e allora bisogna spronarlo ad avere coraggio, perché poi se sbaglia non importa. Nell’ultima partita qui in casa non aveva fatto benissimo tecnicamente, però è un giocatore che, oggi, ha dimostrato di avere ampi margini di miglioramento. Per quanto riguarda Kike, io mi aspetto sempre da lui e da Doumbia, perché anche Doumbia, oggi, ha fatto oggi una partita straordinaria. Quando hai giocatori che hanno questo livello qua e lo alzano in questa maniera qua, è un piacere stare a bordo campo e guardarli”.

Oggi è stato ammonito il capitano Svoboda e salterà la prossima partita: non ci sono problemi per i sostituti?

“Sarà la volta di Korac o Venturi. Ci alleniamo tutti i giorni in questa maniera, a squadre contrapposte e, così su due piedi, posso rispondere solo in questa maniera. Mi sembra anche la cosa più logica. Poi, Korac si stava allenando da braccetto destro al posto di Schingtienne, e oggi è stato impiegato dall’inizio”.