Turismo enogastronomico e vino saranno al centro del convegno “Esperienze da vivere, emozioni da misurare – Esperienze, comunità e rigenerazione: turismo esperienziale e territorio”, in programma venerdì 18 settembre, dalle 9 alle 13, all’Hangar-La Fornace di Asolo, in via Strada Muson 2. L’incontro punta a esplorare nuove modalità per trasformare il vino da semplice prodotto a esperienza capace di raccontare territorio, paesaggio e comunità.
L’appuntamento è patrocinato dal Comune di Asolo e dal Consorzio di Tutela Vini Asolo Montello. La mattinata propone una riflessione sulle opportunità offerte dal settore vitivinicolo e sul suo ruolo nella valorizzazione del territorio. Inoltre, il programma mette in relazione produzione, ricerca, innovazione, accoglienza e nuove competenze.
Turismo enogastronomico, il vino diventa esperienza
Il punto di partenza del convegno è una consapevolezza: valorizzare il vino oggi significa andare oltre il prodotto. Il turismo enogastronomico può infatti diventare uno strumento per costruire un racconto più ampio, nel quale il visitatore entra in contatto con il paesaggio e con le comunità che lo abitano.
A sottolinearlo è il Sindaco di Asolo, Franco Dalla Rosa. Secondo il primo cittadino, il vino rappresenta una parte importante dell’identità del territorio, ma occorre costruire attorno a questo elemento esperienze capaci di raccontare Asolo e il Montello. L’obiettivo riguarda anche la creazione di nuove opportunità per imprese e turismo, attraverso il rapporto tra agricoltura, cultura, innovazione e accoglienza.
Anche Michele Noal, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Asolo Montello, evidenzia la crescita del turismo enogastronomico e la doppia opportunità per i produttori: far conoscere ciò che si trova dietro a un vino e trasformare i visitatori in ambasciatori del territorio.
Per Noal, quindi, aprire semplicemente la cantina non è più sufficiente. Diventa necessario proporre esperienze, suscitare emozioni e comunicare il territorio in modo unitario.
Analisi sensoriale e mystery experience per misurare la qualità
Ad aprire i lavori sarà Michele Noal, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Asolo Montello. Successivamente Pietro Aloisio, Sensory Manager e Presidente di ASSENSO, Associazione Nazionale Analisi Sensoriale, affronterà il tema “Analisi Sensoriale e Mystery experience: misurare l’esperienza reale”.
L’analisi sensoriale può offrire alle aziende uno strumento per conoscere in modo più oggettivo le caratteristiche dei vini. Questa metodologia permette di differenziare la produzione e rafforzare la competitività.
La stessa impostazione può inoltre estendersi ai servizi turistici e all’accoglienza. Audit e mystery experience consentono infatti di misurare la qualità dell’esperienza proposta al visitatore, individuando così elementi utili per migliorarla.
Neuromarketing, percezione e nuove esperienze
Un secondo contributo arriverà dal Prof. Vincenzo Russo, ordinario di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing alla università IULM di Milano. Il suo intervento sarà dedicato a “Neuromarketing e percezione: progettare esperienze di successo”.
Le neuroscienze permettono di analizzare il modo in cui un’esperienza enogastronomica viene costruita nella mente del visitatore. Vista, olfatto, udito, gusto e contesto contribuiscono insieme alla percezione del prodotto e del luogo.
Strumenti come eye tracking, risposta elettrodermale e registrazione dell’attività cerebrale permettono di analizzare attenzione, emozioni e memoria. Di conseguenza, queste informazioni possono offrire nuovi strumenti per progettare esperienze turistiche più coinvolgenti e memorabili.
Turismo enogastronomico e innovazione nella filiera del vino
Il percorso del convegno si concluderà con Elisa De Bastiani, tecnologo alimentare e ricercatrice in ambito agroalimentare. Il suo intervento, “Oltre il vino: nuove prospettive per la valorizzazione dei sottoprodotti della filiera vitivinicola”, guarda invece a ciò che rimane della lavorazione dell’uva.
Vinacce, vinaccioli, raspi e fecce possono trasformarsi da residui della produzione in nuove risorse. La ricerca e le biotecnologie possono infatti permettere la nascita di ingredienti, prodotti e materiali ad alto valore aggiunto.
Si apre così una prospettiva legata all’innovazione, alla sostenibilità e all’economia circolare. La filiera vitivinicola può quindi ampliare il proprio valore anche attraverso la capacità di recuperare e valorizzare ciò che tradizionalmente viene considerato uno scarto.
Asolo punta sul racconto del territorio
Il convegno di Asolo propone dunque una visione che unisce vino, esperienza e territorio. La qualità del prodotto si collega alla capacità di raccontare un luogo, migliorare l’accoglienza, coinvolgere il visitatore e innovare i processi.
La mattinata terminerà con un aperitivo sensoriale dedicato all’Asolo Prosecco Superiore. L’iniziativa consentirà di tradurre direttamente in esperienza alcuni dei temi affrontati durante l’incontro.
In questa prospettiva, il turismo enogastronomico diventa parte di un percorso più ampio, nel quale vino, ricerca, innovazione e territorio possono dialogare per costruire nuove modalità di relazione con il visitatore.
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